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LE ATTRAZIONI
DI BRENO - INDICE |
Turismo: Cosa visitare
Il cuore e l'anima di Breno, da un punto di vista
artistico, sono senza dubbio degnamente rappresentati
e simboleggiati dal Castello.
Gli scavi archeologici hanno avuto inizio a partire
dagli anni Ottanta, portando alla luce immediatamente
una serie di insediamenti e abitati sovrapposti, i
più antichi dei quali vengono fatti risalire
addirittura al Neolitico ( intorno al 4000 a.C.)
La prima costruzione che comparve sullo sperone di
roccia a strapiombo sul fiume Oglio sovrastante il
paese fu la cappella edificata a nord-ovest, iniziata
tra l' VIII e il IX secolo e dedicata poi, durante
la dominazione longobarda, all'Arcangelo Michele.
Il nucleo centrale è invece di epoca successiva:
il palazzo a due piani che fu la residenza antica
della famiglia Ronchi, così come la torre adiacente
coronata di merli guelfi e la casa-torre appartengono
verosimilmente al XII e XIII secolo. Proprio da questo
primo nucleo costituito dall'assemblaggio di case-torri
e residenze signorili nacque probabilmente il Castello.
Durante il corso dei secoli moltissime furono le continue
modifiche, costruzioni e ricostruzioni, le distruzioni
parziali e le necessarie riparazioni che interessarono
il Castello, che spesso venne ad assumere il ruolo
di una vera e propria roccaforte militare: durante
la dominazione veneziana, ad esempio, il castello,
le sue torri e le sue imponenti mura furono ritenuti
un essenziale strumento di controllo e difesa, e furono
pertanto messe in atto numerose opere di ulteriore
fortificazione e di restauro.
Dopo la Pace di Lodi la rocca venne nuovamente modificata:
furono aggiunti la cerchia muraria più esterna
e i vani con volta a botte destinati a stalle e depositi.
Il periodo del Rinascimento vide il castello rinascere
e prender nuova vita, divenendo nuovamente il fulcro
militare, politico e civile del Comune. Seguì
tuttavia un lento declino, durante il quale la rocca
e il maniero rimasero a lungo inabitati.
Poco prima che il Primo Conflitto Mondiale scoppiasse
fu portato a compimento il restauro della Torre Maggiore,
ma l'improvviso e violento scoppio della Guerra pose
fine ad ogni ulteriore progetto di ricostruzione,
tanto che per decenni il Castello venne poi abbandonato
a se stesso. Oggi la costruzione è nuovamente
agibile.
Se il Castello è senza alcun dubbio il cuore
artistico del comune di Breno, il Santuario di Minerva
è stato senz'altro una bellissima scoperta
fatta inaspettatamente in tempi molto più recenti.
L'edificio romano conobbe il suo massimo splendore
tra il 69 e il 96 d.C., quando furono rifatti affreschi
e mosaici e varie componenti strutturali. Il santuario
fu frequentato fino al V secolo, quando venne distrutto
da un terribile incendio e in seguito sepolto dalla
tragica alluvione del 1200, per poi riaffiorare in
maniera assolutamente inattesa soltanto nel corso
del 1986 durante alcuni interventi edilizi.
L'edificio è costituito internamente da una
serie di ambienti chiusi posti l'uno di seguito all'altro,
allineati, mentre la parte anteriore era probabilmente
ornata da un grande colonnato. Tutti gli ambienti
principali erano decorati da affreschi a motivo floreale
alle pareti e mosaici geometrici sul pavimento. All'interno
c'erano vasche, fontane, e la statua di culto del
santuario raffigurante la dea romana Minerva, divinità
delle acque -grazie alle quali conservava la giovinezza
e preservava da dolore e malattia- divinità
dunque della salute, in grado di guarire dai mali
fisici.
La celebre e principale piazza del Comune di Breno,
ovvero Piazza Mercato, oggi dedicata al Generale Pietro
Ronchi, è di antichissima origine. Probabilmente
nacque come piazza d'armi. Lungo l'intero perimetro
che circonda la piazza sorgono splendide e numerose
abitazioni private e palazzi appartenenti al VI e
VII secolo, in particolare la bella Casa Franceschetti.
Bellissima è senz'ombra di dubbio la Chiesa
di sant'Antonio, teatro dell'annuale Premio d'Arte
della città di Breno. Risale al 1300, in stile
gotico, con un'unica navata. All'interno del presbiterio
vi è un importante affresco attribuito al Romanino,
tuttavia numerosi altri sono degni di segnalazione
e risalirebbero al 1400.
Altro splendido gioiello d'arte appartenente a Breno
è Villa Gheza, parlando della quale qualcuno
ha parlato di “ Voglia di oriente”. La
passione per lo stile orientale e arabo è immeidatamente
visibile nell'imponente costruzione, che venne edificata
nel 1929. In quell'anno la crisi dilagava non soltanto
in valle, ma nell'intera nazione e nel mondo, e pertanto
la gente di Breno e dintorni mormorava, indignata
per lo spreco edilizio, per l'ingente “spreco”
di denaro, tanto che l'anziano avvocato Maffeo Gheza,
proprietario e disegnatore della villa, fece scrivere
in prossimità di una delle terrazze. “La
gente dice...Che cosa dice? Lascia che dica!”.
Esistono diverse altre opere d'arte -prevalentemente
sacra- di discreta importanza. Citiamone soltanto
tre fra le molte: della Chiesa di San Michele restano
soltanto parte delle fondamenta risalenti presumibilmente
all'anno Mille, di origine Longobarda. L'edificio
era presumibilmente composto da una piccola cappella
squadrata alla quale fu più tardi aggiunta
una piccola costruzione funeraria. Fu quasi totalmente
demolita intorno al 1500; Per quando riguarda la Parrocchiale
di San Salvatore, essa viene di comune accordo ritenuta
essere uno degli edifici più importanti e imponenti
di arte barocca dell'intera Valle Camonica. Risale
al 1600, ed ha uno splendido e maestoso campanile
alto circa 65 metri. L'interno dell'edificio è
una sorta di museo d'arte, ricco di numerosi capolavori
artistici; Infine per ciò che concerne la parrocchiale
di Astrio essa è, come quella di Pescarzo,
un altro bell'esempio di stile barocco. Entrambe sono
datate 1600.
Vedi anche: Museo Camuno
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